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sabato, 18 novembre 2017 18:47:28
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Lilybaeum

Ieri ed Oggi
24/01/2013
23562
Marsala Turismo

Villa Romana nel Parco ArcheologicoL’origine di Lilybaeum (dal greco Lilýbaion, "che guarda la Libia") si fa risalire al 397 a.C., quando i Fenici di Mozia, dopo la sconfitta subita ad opera dei Siracusani, si rifugiarono sulla vicina terraferma, fondandovi una città che divenne il più forte baluardo di resistenza punica in Sicilia, l’ultima a cedere dinanzi al nemico.

Essa nell’antichità ebbe fama di città inespugnabile: Vada dura lego saxis Lilybaeia caecis, scriveva Virgilio per evidenziare la difficoltà di approdo. Nulla di più vero se pensiamo che i Romani, volendo porre fine alla guerra in Sicilia, tentarono di conquistare la piazzaforte lilybetana, ma dovettero rendersi conto di quanto ardua fosse l’impresa. Proprio il fondale basso e paludoso descritto da Virgilio si rivelò forse la sua migliore arma di difesa, capace di scoraggiare qualunque tentativo di indebito accesso.

Veduta del Parco ArcheologicoNel 242 a.C. Roma decise di riprendere le ostilità in mare; allestita una nuova grande flotta, l’anno successivo il console Caio Lutazio Catulo sconfisse i Cartaginesi alle isole Egadi: a seguito di tale vittoria, poi, nel 227 a.C., la Sicilia divenne la prima provincia romana. Fu allora che i nuovi dominatori conobbero da vicino il meraviglioso territorio di Lilybeo e dell’Isola: terra ricca ed opulenta, granaio della Repubblica. Tra il 75 e il 73 a.C uno dei personaggi più importanti della storia romana si ritrovò a Lilybeo: Marco Tullio Cicerone, che ricoprì la carica di questore, affidatagli dall’autorità centrale di Roma. Nell’adempimento delle sue mansioni, egli si distinse in modo tale da procurarsi fama e stima da parte del popolo.

In ragione di ciò, nel 70 a.C., i Siciliani affidarono a lui il compito di fare processare con l’accusa di concussione Caio Verre, un aristocratico che in qualità di pro-pretore aveva governato l’isola dal 73 al 71, vessando il popolo siciliano con atti spesso illeciti. Al processo la vittoria di Cicerone fu immediata e schiacciante; la notevole mole di prove e testimonianze contro l’imputato raccolte nella Actio prima in Verrem, cioè l’accusa preliminare, si rivelò inattaccabile al punto da spingere Ortensio, il difensore di Verre, a rinunciare alla difesa. All’esilio volontario dell’imputato seguì l’Actio secunda, in cui Cicerone analizza scrupolosamente il malgoverno dell’accusato. Proprio in questo periodo di capillare attività giuridica letteraria e governativa, il celebre oratore scolpì nella storia il suo giudizio su Lilybaeum, ritraendola nel periodo in cui raggiunse l’acme della sua fioritura e definendola splendidissima civitas.

Con la fine dell’impero romano la città, conquistata dagli Arabi, fu ricostruita e le venne attribuito il nome Marsa-Alì (Porto di Alì), da cui deriva il suo nome attuale.

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