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giovedì, 27 luglio 2017 16:05:25
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La scoperta del vino Marsala

Il vino Marsala
21/01/2013
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Marsala Turismo
Busto di John WoodhouseLa fama del vino Marsala è legata agli inglesi e nasce alla fine del '700, storia e leggenda si intrecciano a tal punto che non possiamo dire se essi siano stati gli inventori o gli scopritori del vino Marsala. Di certo si deve ad essi la commercializzazione in tutto il mondo di uno dei vini più famosi d'Italia.

La tradizione vuole che tutto iniziò nel 1773, quando un commerciante inglese di nome John Woodhouse, fu costretto da una tempesta di scirocco a trovare rifugio col suo brigantino nel porto di Marsala. Qui, insieme ai suoi uomini, ebbe modo di assaggiare un vino locale, forte, solare e robusto, il cosiddetto perpetuum, abitualmente invecchiato in grandi botti di rovere dalle quali, dopo un lungo periodo, ne veniva prelevata una certa quantità sostituita poi con un eguale quantitativo di vino giovane. Il ripetersi “in perpetuo” di questa operazione nel corso degli anni garantiva un sapiente amalgama di vini uniformi anche se di annate diverse.

Woodhouse amò da subito questo vino e ne intuì le grandi potenzialità. Ne spedì così in Patria circa 320 ettolitri, senza però specificare di quale vino si trattasse. E per paura che durante il lungo viaggio il vino si potesse deteriorare, vi aggiunse il 2% di acquavite di vino. Woodhouse era convinto che quel vino liquoroso potesse ben abbinarsi ai pasti degli inglesi, abituati a vini forti e possenti come il Madera o il Porto.

Gli inglesi tributarono a quel vino un’accoglienza trionfale, tanto da convincere il commerciante a tornare a Marsala per cominciarne in grande stile la produzione. Woodhouse può quindi definirsi non tanto l’inventore, quanto piuttosto il “wine scout” di questa fortunata bevanda, proprio come altri inglesi scoprirono il Cognac o il Porto.

Ma perché Woodhouse decise di lanciare il prodotto siciliano quando sulle tavole degli inglesi già abbondavano vini come lo Jerez, il Madera e il Porto? La risposta è nelle favorevoli condizioni economiche. Quando egli giunse a Marsala si rese immediatamente conto che era l’unico territorio che gli avrebbe consentito il monopolio delle produzioni vinicole. Egli trovò un terreno vergine e riuscì a imporre i propri prezzi d’acquisto delle uve, facendo così la fortuna sua e del vino da lui scoperto.

Woodhouse iniziò la produzione di vino a Marsala e poi, nel 1813, si trasferì a Petrosino, a pochi chilometri da Marsala, dove costruì un nuovo baglio e produsse per tanti anni il vino Marsala aiutato da una donna di Madera, appartenente ad una storica famiglia di vinificatori e alla quale si era legato sentimentalmente. L’immagine del portale del baglio è raffigurata nell’emblema del comune di Petrosino proprio in onore del suo imprenditore più illustre.

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